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La chiesa, dedicata a S. Eutizio, primitivo duomo di Soriano, sorge all’interno del paese, nell’antico rione della rocca. Edificata nel periodo medievale, subì numerose modifiche in epoca rinascimentale, ma l’aspetto odierno si deve agli Albani, che intorno al 1718 fecero ristrutturare l’edificio.
Info: Parrocchia S. Nicola di Bari, piazza Vittorio Emanuele n. 27, tel. 0761745119;
Comune di Soriano nel Cimino, piazza Umberto I n. 12, tel. 0761742235, fax 0761742252,
ProLoco di Soriano nel Cimino,
Piazza Umberto I
01038 – Soriano nel Cimino (VT)
Tel/Fax 0761.746001 – info@prolocosoriano.it
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Orari messe: Festivi Ore 9.00
CHIESA DI SANT’EUTIZIO
STORIA E DESCRIZIONE
La chiesa, dedicata a S. Eutizio, primitivo duomo di Soriano, sorge all’interno del paese, nell’antico rione della rocca. Edificata nel periodo medievale, subì numerose modifiche in epoca rinascimentale, ma l’aspetto odierno si deve agli Albani, che intorno al 1718 fecero ristrutturare l’edificio. Dell’originaria costruzione rimangono: il campanile cuspidato (XV sec.), alto circa 34 m, con due ordini di bifore e tracce lungo le mura perimetrali e nell’abside.
ESTERNO
La facciata, a muratura ed unico ordine, presenta elementi architettonici in peperino, quali: zoccolo, pilastri, cornice, timpano, portale e finestrone; quest’ultimo, che si apre in alto al centro, protetto da balaustra a pilastrini, è sormontato dallo stemma della famiglia Albani.
INTERNO
Oltrepassando il portone d’ingresso, si scorgono due lapidi, una sulla destra ed una sulla sinistra. La prima, in marmo bianco, di cui non si conosce la provenienza, fu collocata nella chiesa di Sant’Eutizio per interessamento del Signor Eutizio Narduzzi. In alto vi è rappresentato lo stemma di Pio VII Chiaramonti. Questa la traduzione della scritta latina: “Nell’anno di riacquistata libertà 1815, nel giorno 20 aprile. Essendo stati sottratti forzatamente, per ordine di Napoleone, i beni al sodalizio della Disciplina, la questione fu risolta con disposizione di Pio VII, Pontefice Massimo, al quale si rivolse supplichevole lo stesso Pennazzi per richiesta della stessa Confraternita, (disposizione) emanata il giorno 10 settembre 1814, della quale il contenuto essenziale si riassume con queste parole italiane: si mantenga la Confraternita della Disciplina nel pacifico possesso (dei suoi beni).
L’altra scritta costituisce un frammento di lapide medievale, sistemato in posizione capovolta.
L’edificio all’interno è costituito da un unico ambiente, che confluisce in un’abside, ornato alle pareti laterali da una serie di piccole cappelle.
Accanto all’ingresso, sul lato destro è affissa una lapide che, ricordando il “decimo cinquantenario” del ritrovamento delle ossa di Sant’Eutizio, riporta i nomi dei facchini di Soriano.
Sul primo altare destro, racchiuso da una cornice architettonica ornata da eleganti stucchi, è posto un dipinto raffigurante i Santi Omobono e Crispino. In alto è la pala, di attribuzione incerta, con la Vergine Assunta in Cielo, S. Bartolomeo seduto all’ombra di un albero e S. Giovanni Evangelista.
Una nicchia, chiusa a vetro, custodisce la statua di Santa Lucia, patrona di Siracusa, che con una mano tiene dei gigli e con l’altra un piatto con gli occhi, simbolo del martirio. A fianco dell’effige della Santa sono stati posti alcuni ex voto.
La seconda cappella destra, anch’essa decorata a stucco, presenta un altare sormontato da un medaglione dorato, sorretto da decorazione intagliata, con l’immagine del Sacro Cuore di Gesù. In alto, una cornice doro cinge la tela, di cui non si conosce l’autore, con Santa Lucia, Sant’Antonio abate e Santa Caterina d’Alessandria.
Una porta separa il terzo altare dagli altri. Quest’ultimo si caratterizza per il dipinto con S. Tarcisio e la pala con i Ss. Quattro Coronati (Severo, Severino, Carpoforo e Vittorino). L’altare un tempo era di patronato comunale, in quanto i Ss. Coronati erano comprotettori di Soriano.
In fondo alla chiesa, ai lati dell’abside entro due nicchie ricavate dalla parete, sono collocati due confessionali lignei.
La parte più interessante dell’edificio è quella del presbiterio, dove una preziosa balaustra in marmo divide la zona absidale dal resto della chiesa. L’altare maggiore è ornato da un paliotto ad intarsi marmorei gialli e neri e custodisce al suo interno l’urna di S. Vincenzo martire; il tabernacolo, finemente scolpito, costituisce uno splendido esempio di arte barocca. Al centro dell’abside, entro una cornice di stucchi dipinti, si ammira il dipinto con il Martirio di S. Eutizio, datato “Rome, 1861” e firmato Jacques Pilliard. A chiudere la sezione architettonica, in alto, è la decorazione con la Colomba dello Spirito Santo che appare in cielo, sprigionando raggi di luce dorata tra nubi e un gruppo di angeli. Stucchi dipinti ricorrono anche all’altezza del cornicione.
Osservando la navata sinistra, si scorge la terza cappellina in fondo, racchiusa da stucchi; in basso su un altare in marmo policromo è posto un quadro con S. Giuseppe e Gesù Bambino. In alto è la pala d’altare con l’Annunciazione di Maria Vergine, eseguita dall’artista Stefano Pozzi nel XVIII secolo. Una lapide, con iscrizione in latina, afferma quanto segue: “Alfa, Chrismon, Omega (= Cristo principio e fine di tutte le cose). Qui in pace è stato deposto Giovanni Battista Febbri canonico (della chiesa) di S. Eutizio martire per 51 anni, il quale, buon amico, vivace nella conversazione, si mostrò carinissimo a tutti. Morì il 2 dicembre 1872, onorato dalle lacrime dei poveri, alle cui necessità, mentre viveva, venne incontro propizio. Visse 80 anni, 7 mesi e 25 giorni. Nicola addolorato pose (questa lapide) all’ottimo ed amatissimo fratello”. Il secondo altare sinistro è sormontato dalla pala con Gesù Crocifisso, la Vergine, S. Giovanni e la Maddalena, di autore ignoto.
S. Eutizio viene ricordato tramite una statua, custodita all’interno di una nicchia aperta sulla parete sinistra e chiusa a vetro. Il Santo è qui rappresentato con la palma, simbolo del martirio. Il primo altare, infine, mostra un quadro con la Sacra Famiglia e entro una cornice in stucco la tela del XVIII secolo con S. Giuseppe, S. Carlo Borromeo, S. Antonio da Padova e S. Francesco Saverio. Una delle opere più pregiate all’interno della chiesa è l’oliario in marmo eseguito da Andrea Bregno nel XV secolo ed in seguito utilizzato come fonte battesimale: costituito da un piccolo prospetto architettonico con timpano, possiede motivi ornamentali scolpiti in bassorilievo, tra i quali la colomba dello Spirito Santo, il battesimo di Cristo e due angeli oranti. Di fronte ad una delle porte d’ingresso laterali è lo splendido Crocifisso ligneo risalente al XVII secolo. La controfacciata della chiesa è ornata dalla cantoria, su cui è collocato l’organo seicentesco, restaurato nel 1990. Decorazioni a stucco compaiono un po’ ovunque all’interno di S. Eutizio, in particolare sono presenti nel soffitto in cui prevalgono ornamenti ovali che si collegano alle lunette dei finestroni delle pareti laterali. Tra le altre: angioletti, festoni e paraste con capitelli corinzi. In sacrestia è custodita la tela settecentesca con la Vergine Maria, attribuita a Sebastiano Conca.
BIBLIOGRAFIA
D’ARCANGELI V., Monumenti archeologici e artistici del territorio di Soriano nel Cimino e delle zone limitrofe, Soriano nel Cimino (Vt) 1967.
D’ARCANGELI V., Soriano nel Cimino, in “Tuscia viterbese. I Comuni”, vol.II, pp. 316-325, Roma 1968.
D’ARCANGELI V., Soriano nel Cimino nella storia e nell’arte, Viterbo 1981.
Soriano nel Cimino, a cura di Carivit S.p.a., autori D’ARCANGELI V., SANTOCCHI A., Viterbo 1993.
Soriano Turistica, a cura dell’Associazione “Pro-Soriano”, Soriano nel Cimino (Vt) 1970.
TARSETTI BARZELLOTTI M. A., Soriano nel Cimino, Bolsena (VT) 1991.













































