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La piccola chiesa, dedicata a Sant’Antonio, risalente alla metà del Seicento, sorge in via S. Maria. L’edificio ha subito vari rimaneggiamenti in diverse epoche: la facciata è stata ricostruita negli anni Trenta su progetto di Angelo Santocchi. La torre campanaria, addossata alla chiesa, in passato era provvista di cuspide, ormai caduta da diversi anni.
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CHIESA DI SANT’ANTONIO
STORIA E DESCRIZIONE
La piccola chiesa, dedicata a Sant’Antonio, risalente alla metà del Seicento, sorge in via S. Maria. L’edificio ha subito vari rimaneggiamenti in diverse epoche: la facciata è stata ricostruita negli anni Trenta su progetto di Angelo Santocchi. La torre campanaria, addossata alla chiesa, in passato era provvista di cuspide, ormai caduta da diversi anni.L’interno è composto da un unico ambiente piuttosto semplice, in cui prevale lo spazio riservato al presbiterio ornato a stucco e caratterizzato da apertura absidale.
All’ingresso dell’edificio, sulla marmorea acquasantiera destra, si scorge una lapide con la seguente scritta: “La nuova facciata di questa chiesa costruita sui disegni del cav. Angelo Santocchi nella fausta ricorrenza della prima s. visita pastorale del vescovo diocesano Mons. Santino Margaria ricorderà sempre ai posteri la fede e l’amore al grande taumaturgo di Padova, 23 maggio 1934”. In fondo all’edificio, non lontani dall’entrata, sono posti sulla parete destra e sinistra, l’uno di fronte all’altro, due confessionali in legno.
Al centro della parete destra si erge un altare di forme chiaramente barocche, la cui edicola racchiude, tra due colonne corinzie, lo splendido dipinto su tela con l’Arcangelo Raffaele che guida un fanciullo. In alto, a chiusura della composizione architettonica, compare uno stemma.
Una balaustra divide la zona del presbiterio dal resto della chiesa. L’altare maggiore, come gli altri presenti all’interno dell’edificio, è in stile barocco, contraddistinto da marmi pregiati che racchiudono il quadro con S. Antonio e il Bambino Gesù. Una cornice ornata da raggi dorati custodisce l’immagine della Vergine Maria, posta all’estremità dell’edicola, a ridosso dell’abside. All’interno delle nicchie ai lati dell’altare sono state collocate due statue.Particolare importanza riveste il dipinto settecentesco posto sul lato destro del presbiterio, raffigurante la Madonna con Bambino, S. Domenico e Santa Caterina, contornati da angeli, opera attribuita al pittore polacco Taddeo Kuntze. Proseguendo la visita della chiesa, si nota la statua di Sant’Antonio, che occupa lo spazio ad angolo tra il presbiterio e la parete sinistra; di seguito si innalza un terzo altare barocco, sormontato in alto da uno stemma. Al centro dell’edicola si conserva la tela che mostra la Vergine con Bambino e Santi.Lungo la controfacciata, infine, una balaustra in legno identifica la parte della cantoria.
BIBLIOGRAFIA
D’ARCANGELI V., Monumenti archeologici e artistici del territorio di Soriano nel Cimino e delle zone limitrofe, Soriano nel Cimino (Vt) 1967.
D’ARCANGELI V., Soriano nel Cimino nella storia e nell’arte, Viterbo 1981.
























