
Autore scheda:
Ubicazione:
Data:
La visita dell’antico borgo di Chia inizia nella parte rinascimentale del paese e più precisamente da Piazza Garibaldi dove è situata sulla sinistra la Chiesa Madonna delle Grazie, iniziata nel 1617 come attestato in epigrafe sull’architrave del portale.
Info: Parrocchia Beata Vergine Maria del Rosario (in Chia)
Tel. 0761/745119 – 347/5231247 – 334/3056218 E-mail: e.celestiparrocosoriano@alice.it
Orari messe: festivi 11.15
CHIESA DELLA MADONNA DELLE GRAZIE
LA STORIA
Probabilmente edificata su una precedente chiesa ascrivibile dalle fonti alla chiesa di Santa Maria del Fossato (visite pastorali del 1604 e del 1611), l’attuale edificio vide l’inizio dei lavori nel 1617, come inciso sull’architrave del portale d’ingresso. Ancora nella visita episcopale del 1621 la chiesa di Santa Maria delle Grazie e definita noviter costructa ma ancora priva della copertura. I lavori furono ultimati prima del 1623, data riportata sul cartiglio dell’affresco dipinto nella parete destra. Come accaduto a molti altri feudi anche quello di Chia passò nel periodo medievale di mano in mano diventando possedimento prima della Camera Apostolica e successivamente di nobili famiglie come gli Orsini e i Colonna e in età moderna come i Lante della Rovere e i Borghese. La chiesa rimase da allora nella sua forma interna pressoché inalterata. Gli ultimi interventi seri subiti dalla chiesa sono da rimandare al 1939, quando venne aggiunta la torretta dell’orologio sopra il tetto e creato un’ambiente di disimpegno proprio dietro l’altare centrale. La Chiesa Madonna delle Grazie, situata nella parte rinascimentale del paese e più precisamente in Piazza Garibaldi, apre il percorso di visita dell’antico borgo di Chia.
DESCRIZIONE
La facciata della chiesa si presenta semplice nell’aspetto tipicamente rinascimentale di forma a capanna. Al centro un elegante portale in peperino preceduto da una piccola scala riporta sull’architrave L.MAD.DELLE.GRATIE.1617. intitolazione della chiesa e data dell’inizio dei lavori. Al di sopra del portale è situata una piccola finestra rettangolare decorata con una semplice cornice. Sullo spiovente di sinistra del tetto una torretta di sezione quadrata, costruita nel 1939, ospita l’orologio del paese, e nella sua copertura piana , 2 campane. L’interno si presenta ad unica navata con pianta rettangolare, ad un terzo della navata, un grande arco a tutto sesto separa la navata dal presbiterio. Appena entrati nella chiesa, varcata la bussola, troviamo sulla destra una stretta scala in legno che da accesso al coro sorretto da due pilastri, collocato nella parete di controfacciata. Incassata nella parete laterale destra un’acquasantiera – marmoraio romano – realizzata sul finire del XIX secolo come riportato nel marmo scolpito, inciso dell’opera. A CHIA / POSCETTI DONO / 1895. Subito dopo, nella zona centrale della parete destra, in cattivo stato di conservazione, incontriamo un dipinto di ambito romano ascrivibile alla seconda metà del sec. XVII, con S. Carlo Borromeo tra i Santi Rocco e Sant’Antonio. Si tratta di quel che rimane di uno dei due altari collocati frontalmente nelle pareti laterali dell’aula. Il riquadro principale con i tre santi è inquadrato all’interno di una finta architettura definita da due colonne doriche che sorreggono un timpano aperto. In alto all’interno di un cartiglio, troviamo riportata la data dell’opera fatta realizzare a decoro dell’altare donato per devozione: BARNABEUS […] NNIS / SUPERINTENDENS […] US TEMPLI / HOC ALTARE PRO SUA DEVOTIONE / F […] AC D […] / AD. MCXXIX. Al di sopra del timpano, una finta achitettura archivolta presenta al centro la raffigurazione della croce. Nella visita pastorale del 1749 viene menzionato l’altare della parete sinistra donato da Bernardo di Giovanni nel 1629. Poggiato sul ripiano al di sotto della tempera, troviamo un reliquario che rappresenta un santo vescovo non identificato, realizzato in legno scolpito, dipinto, argentato e dorato. In fondo alla parete laterale destra è conservata la copia del trittico quattrocentesco raffigurante il Salvatore benedicente tra la Madonna Annunziata e l’Angelo Annunziante. Il trittico, di cui l’originale è conservato c/o il museo diocesano di arte sacra di Orte, è considerato una delle opere di maggior rilievo dell’arte pittorica del ‘400 viterbese. Nella tavola centrale è raffigurato il Salvatore benedicente seduto in trono. Nella mano sinistra è un libro aperto su cui è scritto EGO SUM . LUX MUNDI – ET VIA VIA( ) – VERITA ( ) VITA – QUI CREDIT – IN ME NÕ – AMBULAT IN – TENEBULAT – TENEBIS. Nello sportello sinistro è raffigurata la Vergine orante con una colomba in mano. Sullo sportello destro è raffigurato l’Arcangelo annunciane. Esternamente gli sportelli sono altresì dipinti e riportano: quello di sinistra San Giovenale (il Santo patrono di Chia) con i paramenti episcopali, piviale e libro stretti nelle mani; quello di destra, Santa Caterina d?Alessandria che stringe tra le mani il simbolo del suo martirio. (la ruota dentata). Al di sotto del trittico è posta all’nterno di una teca, una statua in gesso dipinto di Gesù Deposto. Varcato il grande arco a tutto sesto, Nella parete laterale destra del presbiterio, è appeso l’olio su la tela raffigurante Santa Monica realizzato presumibilmente nel sec. XVII. Al centro del presbiterio troviamo l’altare maggiore separato dalla parete di fondo da un piccolo ambiente creato nel 1939, passagio che ospita due crocifissi processionali e nella parete di fondo due statue lignee dipinte poste simmetricamente ai lati dell’altare: rispettivamente San Giovenale (statua che viene portata in processione in occasione dei festeggiamenti del Santo Patrono) e Sant’Antonio. Entrambi inquadrati da due coppie di lanterne processionali del XIX secolo. L’altare dedicato alla Beata Vergine Maria delle Grazie e ai misteri del Rosario, si presenta come un tempietto caratterizzato da due lesene che sorreggono un timpano aperto su cui poggia un piccolo timpano archivolto. La struttura e finemente decorata con finti marmi, stucchi ghirlande e dorature. Al centro della struttura è raffiguranto entro un riquadro un affresco ascrivibile alla seconda metà del XVII secolo con la Madonna e Gesù Bambino con S. Domenico di ambito romano. Nel timpano archivolto è raffigurato il volto di un angelo.
Nella parete sinistra del presbiterio è appeso un olio su tela di Ambito romano (1899), Dipinto con San Rocco tra Sant’Antonio abate e santo, realizzato da Canfora D. come riportato in basso a destra della tela. Nella zona centrale della parete sinistra della navata, si trova l’altra finta architettura che decorava l’altare dedicato al SS. Salvatore. Dipinti entro nicchie, realizzati in tre scomparti differenti, troviamo la Vergine e Gesù Bambino tra diversi santi: a sinistra l’affresco ascrivibile al secondo quarto del XVII secolo di ambito romano con un santo raffigurato non identificabile vista la mancanza di attributi; nello scomparto di centro un’affresco di ambito romano dove è dipinta una Madonna con Gesù Bambino tra San Giuseppe e San Giovanni Evangelista, datato 1631. scritto in alto al centro dell’architrave, un cartiglio riporta: EVANGELISTA IOSEPHI PRO SUA DEVOTIONE HOC ALTARE F. F. AC DOTAVIT A. D. MDCXXIII. Al di sopra del timpano la Vergine con angeli e cherubini inquadrata in un riquadfro. A destra della scena maggiore, un’altra finta architettura a mò di nicchia ospita il dipinto con San Francesco d’Assisi, tempera su intonaco sempre ascrivibile ad un Ambito romano del sec. XVII. Dalla visita pastorale del 1630 apprendiamo che l’altare ospitò il trittico del Salvatore che venne spostato definitivamente nella chiesa per una più decorosa collocazione e che l’artista che aveva già realizzato la decoazione della metopa principale, fu obbligato ad aggiungere le immagini dei santi ai lati dell’immagine della Vergine per lasciare spazio per poter ospitare il trittico del Salvatore.
BIBLIOGRAFIA
GIOCCHINI, DELFO; Collegiata San Nicola di Bari : (Arch. Giulio Camporese), 1791-1991.
D’ARCANGELI V., Soriano nel Cimino, in “Tuscia viterbese. I Comuni”, vol.II, pp. 316-325.
D’ARCANGELI V., Soriano nel Cimino nella storia e nell’arte, Viterbo 1981.
DAVID D., Soriano nel Cimino nella storia e nella leggenda , Soriano nel Cimino (Vt) 1947.
Soriano e la zona cimina –Guida turistico commerciale, a cura di L. E., G. Ciucciarelli, L. Curti, F. Peretti, Soriano nel Cimino (VT) 1953.
TARSETTI BARZELLOTTI M. A., Soriano nel Cimino, Bolsena (VT) 1991.
SERRONE G. – GOLETTI A., Il Santarello, la Fornacchia e Santa Lucia, frazioni di Maria. Itinerario religioso storico artistico, tra Soriano e Vitorchiano Orte e Bagnoreggio, Libreria Editrice Vaticana, Roma 1999, p. 190,
SERRONE G. – GOLETTI A., San Giovenale e il Castello di Chia, Libreria Editrice Vaticana, Roma 1996, p. 196
Soriano nel Cimino, a cura di Carivit S.p.a., autori D’ARCANGELI V., SANTOCCHI A., Viterbo 1993.
Si ringrazia la Diocesi di Civita Castellana (Vt) per le schede di catalogazione fornite.
CASALE LUCA, AULICINO DANIELA. Schede Chiesa di Santa Maria delle Grazie. Inventario dei Beni Mobili Ecclesiastici della Diocesi di Civita Castellana. 04/03/2010



















