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Il Fosso del Mandrione, circondato dal Bosco di Valle Oscura, trae origine da una sorgente che sgorga in un’area di ampio valore storico, archeologico e naturalistico nel territorio di Soriano. La denominazione “Mandrione” deriva dalla parola “mandria” e sta ad indicare un paesaggio di mandrie.
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FOSSO DEL MANDRIONE E VALLE OSCURA
DESCRIZIONE
Il Fosso del Mandrione, circondato dal Bosco di Valle Oscura, trae origine da una sorgente che sgorga in un’area di ampio valore storico, archeologico e naturalistico nel territorio di Soriano. La denominazione “Mandrione” deriva dalla parola “mandria” e sta ad indicare un paesaggio di mandrie. Qui, in una natura incontaminata, che conferisce al luogo mistero e splendore, vive una fauna costituita da: cinghiali, volpi, istrici, scoiattoli, tasso, picchio, poiana, gambero di fiume, rana rossa. Per la vegetazione prevalgono querce, cerri, carpini, rosa canina, sambuco, nocciolo, biancospino.
Dai numerosi reperti venuti alla luce, si può affermare che la zona fu popolata già dalla preistoria; ad accertarlo sono cavità naturali, grotte ed ambienti rocciosi adibiti ad abitazioni. Le tracce più evidenti appartengono alla civiltà etrusco-romana. Destano particolare interesse due sbarramenti dei corsi d’acqua, in peperino, esempio di opera poligonale. Vi sono, poi, vari tratti di antiche strade, profondamente incassate nel tufo: si tratta delle cosiddette “vie cave” o “tagliate”. In località Valle Oscura è pure situata la necropoli etrusco-romana di “Rottelle” (grotticelle), che presenta molte tombe a camera scavate nel tufo, in alcune delle quali sono evidenti tracce di pittura.
Vi si conservano, però, anche tombe a pozzo ed un singolare monumento sepolcrale costituito da un grosso pilastro monolitico in tufo, ricavato dal vivo. Diversi frammenti testimonierebbero, infine, la presenza di insediamenti medievali, come si deduce dalle tracce di una piccola chiesa.
BIBLIOGRAFIA
D’ARCANGELI V., Soriano nel Cimino nella storia e nell’arte, Viterbo 1981.
NARDI G., Le antichità di Orte, Roma 1980.
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STEINGRABER S. – PRAYON F., Monumenti rupestri etrusco-romani tra i Monti Cimini e la Valle del Tevere, Grotte di Castro (VT) 2011.













